Su SoloLecce.it. LE PAGELLE POCO SERIE. Non prendetele sul serio

Martedì 4 Maggio 2021 | Cosimo Carulli | News

MONZA - Ecco anche per questo turno di campionato le pagelle poco serie di SoloLecce.it. Da non perdere, ma anche da non prendere troppo sul serio…, mi raccomando!

GABRIEL - Prende l'undicesimo gol stagionale dalla distanza, complimenti. La barriera povera di elementi la vuole lui, per veder partire il tiro di Barberis: è una scelta sua. Anche grazie a questa scelta il pallone passa facile per uno specialista, la differenza dovrebbe mettercela lui che ha fatto quella scelta: “vedo partire il pallone vuol dire che ci arrivo”. Non ci arriva. VOTO 4.5.

MAGGIO - Dopo la sosta in città ci hanno mandato suo fratello. Sempre troppo in ritardo su tutto. VOTO 5.

LUCIONI - Mette qualche pezza dove capita, da solo può poco e nulla. Soffre solo quando incrocia la zona di Mota, un peperino mica da ridere… VOTO 6.

DERMAKU - Quasi quattro mesi dopo l'ultima volta Corini lo rilancia dal primo minuto. Con un fallo irruento e inutile su Mota, lontanissimi dall'area di rigore, crea di fatto i presupposti per il vantaggio dei brianzoli. Poi la ciliegina ce la mette Gabriel. VOTO 4.5.

MECCARIELLO - Entra e fa il suo, ma il Monza aveva già salutato quella zona di campo per difendersi e basta. Marcare Balotelli di questo periodo è come bere un bicchier d'acqua. VOTO 6.

GALLO - Impresentabile. Partita scadente, come il suo attuale momento di forma. Cross da oratorio, lettura tattica dei momenti, della pressione fallosa da fare e delle situazioni di gioco imbarazzanti. E' bene che riposi per tornare quello di un tempo. VOTO 4.

HJULMAND - I luoghi comuni dicono che gli scandinavi hanno il cuore di ghiaccio e provano meno emozioni dei latini a sangue “caldo”. Il sangue dei latini del Lecce deve essere così gelido che lui passa per fenomeno. E' l'unico che ringhia, in tutte le zone del campo. Meriterebbe il gol, negato dal palo. VOTO 6.5.

TACHTSIDIS - Corini ha “letto” una gara fisica e uno come lui servirebbe. Una lettura che il tecnico bresciano non fa per il compagno di reparto Bjorkengren, fatto a pezzi per tutta la partita. Esce perchè il tecnico cambia modo di giocare in corsa e in questa fase due “passisti” come il greco e Mancosu in questo Lecce non possono coesistere. Non sfigura in fase difensiva, è poco lucido quando dovrebbe servire qualche pallone dei suoi. VOTO 6.

MANCOSU - La solita partita in ciabatte, il solito tiro in ciabatte che poteva cambiare la stagione. Spostato sulla sinistra riesce a fare meglio di Gallo, una grande impresa… Capitano, serve cattiveria! Nel capitano si specchia il gruppo, nel capitano cercano esempio i più giovani. Senza mordente non si trasmette nulla di ciò. VOTO 5.

BJORKENGREN - Per trovarlo citofonare ore pasti. Fatto allo spiedo tutta la partita. Frattesi manca solo che gli rubi la macchina e vada via dallo stadio pure con la sua fidanzata. Preso in giro novanta minuti. VOTO 4.

YALCIN - In 5 minuti gli chiedono di cambiare il mondo, ma tocca un pallone e non è neanche pronto. VOTO 5.

HENDERSON - E' l'unico che offre profondità al Lecce, non a caso Corini lo sostituisce prontamente. Esce sconsolato e un po' “dubbioso”… su questa scelta del tecnico. VOTO 6.

NIKOLOV - Si “mangia” il pareggio dimostrandosi poco reattivo in area piccola sull'unica azione di calcio della partita di Stepinski. Per il resto si mette nel mezzo come tanti, fa densità, si perde nel mucchio. Non pervenuto. VOTO 5.

CODA - Molto isolato, tocca pochi palloni. Resta un serpente velenoso, quando è azionato va vicino al bersaglio. VOTO 6.

STEPINSKI - La Polonia è terra di santi cristiani e di grandi papi… Dovrebbe pregare ogni giorno per ringraziare il cielo di essere arrivato sin qui, sulla terra calcistica su cui cammina. Non è per lui. Mediocre, modesto in tutto. VOTO 4.

RODRIGUEZ DELGADO - Corini gli fa fare l'ala d'attacco, scelta significativa di quanto siano state poco comprese le sue qualità nell'attaccare gli spazi vicino alla porta avversaria. Si sbatte, ma trova poca gloria. VOTO 6.

CORINI - Negli spogliatoi confeziona il suo voto. Nelle interviste ha visto un Lecce positivo, orgoglioso e combattivo. Beato lui. La squadra continua a essere algida, fredda: praticamente passeggia per il campo come gli zombie, regala un'ora, non ha verve, non ha cattiveria, non ci mette sangue. Lui aveva aperto le danze con scelte rivedibili. Riesce nell'impresa di mandare in campo Dermaku e Stepinski, due che non si metterebbero titolari neppure da soli. Sconquassa tutto con i cambi, togliendo Henderson, l'unico capace di dare profondità alla manovra, e tenendosi l'ectoplasmico Bjorkengren. Far giocare a questi livelli Stepinski per 75 minuti è davvero un atto di eroismo. Ci vuole stomaco. Far giocare Rodriguez Delgado ala d'attacco è poi l'ultimo capolavoro di giornata. VOTO 4.