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+++ ESCLUSIVO SoloLecce.it. I "CASI" ARBITRALI affidati a un ex arbitro internazionale +++

Martedì 10 Dicembre 2019 | La Redazione | News

LECCE - Per Lecce-Genoa il designatore della CAN A Rizzoli ha scelto l'internazionale Gianluca Rocchi della Sezione AIA di Firenze, a cui è stato appena tolto il badge da internazionale (domani dirigerà l'ultima gara in Champions League, Bayern Monaco-Tottenham, passerella finale su una grande carriera) e che a fine stagione appenderà il fischietto al chiodo, avendo già superato i limiti di età per essere in organico, ma essendo in deroga per un campionato.

Designazione decisamente "di garanzia" per il Lecce e per il Genoa. Così come per per SPAL-Brescia Rizzoli è stato mosso praticamente dallo stesso criterio valutativo (a Ferrara ha diretto Orsato di Schio). In questa fase di campionato, dunque, la Commissione CAN A sta mettendo al centro delle sue scelte la lotta salvezza.

E la scelta ripaga, non fosse per qualche cartellino giallo distribuito con molta facilità dal fischietto toscano, un metro di giudizio tipico di un fine carriera che può concedersi di dirigere con un metro tutto suo, sconfinando dai rigidi paletti, fatto che un osservatore arbitrale farebbe "pesare" e "pagare" a un fischietto più giovane. E' l'unica pecca di una gara splendida, anche per tenuta fisica. Rocchi c'è, sempre, ovunque.

Tutto gira attorno a quanto accade alla mezz'ora del primo tempo, quando Gabriel rinvia in maniera maldestra, affrettandosi inutilmente in uscita su Pinamonti in chiara posizione di fuorigioco. Il rinvio arriva direttamente sul sinistro di Pandev che da oltre trenta metri non ci pensa su due volte e segna con una palombella micidiale e bellissima.

Questo fuorigioco non può mai essere punito, visto che Pandev si trova ad almeno cinque metri da Gabriel, non contende direttamente il pallone, non influisce sulla capacità di Gabriel di giocare il pallone. Tutti questi criteri regolamentari sono rispettati.

E' Gabriel, piuttosto, che "spara" male il pallone lontano, assumendosi il rischio e la responsabilità del suo rilancio, quando potrebbe lasciar sfilare comodamente il pallone, "attivando" la posizione di fuorigioco di Pinamonti, magari lasciando che continui la sua corsa verso di esso.

Insomma con Gabriel a braccia conserte, fermo, immobile, non ci sarebbe mai stato il vantaggio del Genoa perchè la posizione di Pinamonti sarebbe diventata attiva interessandosi all'azione o, nel caso opposto, lentamente il pallone sarebbe finito in area dove Gabriel avrebbe anche potuto bloccare con le mani.

Rete assolutamente regolare.

Nel recupero del primo tempo rigore per l'atterramento dello stesso Pandev da parte di Lucioni, in ritardo e in netta azione fallosa ai danni del macedone.

Non c'è nessuna possibilità di raggiungere il pallone, quello di Lucioni è solo tutto impatto sul destro di Pandev. Giusto anche il provvedimento disciplinare del cartellino giallo (Lucioni era diffidato e salterà il delicatissimo Brescia-Lecce del prossimo fine settimana).

Per quanto riguarda la battuta del tiro dagli undici metri andava ripetuta, per l'indebito ingresso di alcuni calciatori del Genoa al momento della battuta.

Corretto il secondo giallo ai danni di Agudelo (fallo su Dell'Orco, intervento anche qui in chiaro ritardo), probabilmente la prima sanzione disciplinare ai danni del fantasioso colombiano del Genoa poteva essere evitata da Rocchi che fa il duro con un ragazzino, atteggiamento tipico dell'arbitro di grossa personalità. Prima ammonizione severa e rivedibile (al 18', fallo su Majer).

Stessa personalità mette sul terreno di gioco Rocchi con Pandev, al 72' e al 76', quando l'ex bomber del "triplete" dell'Inter si guadagna due gialli in pochi minuti (questa volta è giusto anche il primo), con una simulazione di fallo plateale in piena area (inesistente il contatto con Lucioni, perfetta la FOTO SOPRA DI SOLOLECCE.IT) e poi con un pestone ai danni di Tachtsidis.

Inevitabile il doppio giallo, clamorose le proteste di Pandev che va via insultando tutti, i componenti la panchina del Lecce e anche il IV Ufficiale Pasqua: rischia almeno due giornate di squalifica.

Corretta la valutazione di un periodo di recupero ampio nel primo tempo (due minuti allungati a tre per far calciare il rigore concesso al Genoa quando mancano dieci secondi al termine), decisamente non congrua l'assegnazione di tre minuti di recupero nel secondo tempo, attraversato da troppi eventi importanti per cavarsela con soli 180 secondi di extra-time.

Cinque le sostituzioni all'interno del tempo di gioco (una era stata autorizzata prima del calcio d'inizio e non conta), due i cartellini rossi con relativi abbandoni del terreno di gioco molto lenti, un paio di interventi dei sanitari di entrambe le squadre, molte le perdite di tempo di Radu del Genoa in doppia inferiorità.

Rocchi poteva fare più attenzione, probabilmente anche quattro minuti sarebbero stati pochi, sarebbe stato più corretto assegnarne cinque.

E' l'unico elemento di discussione sul quale il Lecce può effettivamente nutrire qualche legittima lamentela.