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L'EDITORIALE: "tradito" dal turnover, non dal distacco sulla seconda. Lecce, ora reagisci

Sabato 24 Marzo 2018 | La Redazione | Editoriali

LECCE - Questa volta il turnover ha "tradito" il Lecce.

Dopo la trasferta di Cosenza, dove Liverani si era presentato con 4 cambi rispetto alla precedente apparizione con il Matera in casa, anche con la Fidelis Andria il tecnico giallorosso si è presentato con 3 pedine diverse e le riconferme di Ciancio e Legittimo sulle fasce difensive dove probabilmente, proprio lì, la partita ha poi detto che sarebbe servito il turnover.

Impalpabili Tabanelli e Selasi, quest'ultimo ci è parso anche tenuto un po' ai margini della manovra dai compagni che costantemente preferivano altre strade rispetto alle idee del centrocampista ghanese. Che ha finito per vagare per il campo sperando di rendersi utile, anche come atto di generosità, sbagliando qualche pallone nella fretta. E' comunque un elemento molto valido, ne siamo certi. Discorso diverso per Tabanelli, vero oggetto misterioso di questo Lecce-Fidelis Andria disputato dai giallorossi in dieci uomini sino a quando è rimasto in campo l'ex Padova. Non pervenuto. Diciamocelo chiaro. Da segnalare a "Chi l'ha visto". Incomprensibile poi come goda di una linea di credito diversa rispetto a un Di Piazza, per esempio, costantemente richiamato e "rimbrottato" dalla panchina giallorossa, a differenza di questo elemento del tutto avulso dal sistema.

Liverani ha le sue ragioni, gli impegni ravvicinati parlano chiaro, ma probabilmente il "blocco" Lecce è troppo superiore ad alcune alternative incapaci di offrire le medesime garanzie. Non si poggia neanche sull'altare del turnover la scelta sbagliata di privarsi di Lepore e Di Matteo: avevano già riposato a Cosenza.

Il Lecce, lo ammettiamo anche noi con grande amarezza, ha fatto un mezzo passo falso che va comunque proporzionato al tipo di cammino e di percorso straordinario che stanno svolgendo i giallossi, sempre con lo stesso vantaggio nell'ultimo mese con quattro gare in meno da giocare e nonostante una serie di delusioni sul campo che in altre epoche sarebbero costati 6, 7 punti persi sulle dirette concorrenti. Invece è tutto com'era, ma è impossibile non sottolineare questo scadimento di risultati dei giallorossi nell'ultimo periodo.